photogallery

Epopea di un Napoli Club...


Gli anni Ottanta sono stati indelebilmente colorati di azzurro. L’entusiasmante cavalcata dell’era-Maradona, con due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa, una Supercoppa è seguita alla nascita del Napoli Club Isola di Capri.

Un gruppo di tifosi, unito dalla passione per il Napoli e spinto dal desiderio di ritrovarsi per gioire, trepidare, soffrire insieme per la propria squadra, decise di costituirsi in Club.
Nacque così, tra i tanti Clubs del più vario tifo italiano, anche il Napoli Club Isola di Capri, intitolato al grande Costanzo Celestini, primo ed unico caprese approdato sullo scenario prestigioso della serie A.
Da allora molte persone, uomini e donne, giovani e meno giovani, intere famiglie, hanno contribuito a mantenerlo in vita, ad assicurare un caloroso, continuo incitamento e sostegno alla squadra del cuore.
Innumerevoli sono gli episodi, gli aneddoti, i ricordi che durante questi anni si sono manifestati, sempre e comunque legati a quel filo conduttore che è la passione e l'amore per la maglia azzurra.
Nostro intendimento, nel momento di predisporre questa sorta di "album dei ricordi", è stato perciò quello di riordinare tali memorie, cercando di offrire del Club l'immagine più veritiera possibile.

In questa disamina, una considerazione subito emersa, è quella di aver constatato come il Club abbia favorito significativi momenti di aggregazione e socializzazione tra persone che, per diversità di cultura ed interessi, difficilmente avrebbero avuto la possibilità di frequentarsi e l'occasione di creare nuove amicizie. Ci siamo altresì resi conto come esso possieda un "potenziale" tale da favorire una sua presenza attiva, stimolando la discussione ed invogliando i soci alla partecipazione, senza che tutto ciò sia influenzato dalla buona o cattiva sorte della squadra.

Il racconto di oltre vent'anni anni di vita del Club prende le mosse dall'estate 1985. Riuniti presso l'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (i cui locali furono messi poi liberamente a disposizione dalla direzione nazionale di quell'Associazione), un gruppo di capresi, amanti del calcio e contemporaneamente di provatissima fede azzurra, presero in considerazione la possibilità di raggruppare i numerosi tifosi locali in un Club. L'idea venne perfezionata in successivi contatti con Costanzo Celestini e così', agli inizi di agosto, presso la futura sede, si riunì la prima assemblea sociale.
I circa quindici soci fondatori nominarono il Consiglio Direttivo che, a sua volta, elesse quale primo Presidente il compianto ed indimenticabile Sebastiano Russo, gestore del Circolo. La carica di vice-presidente fu affidata a Pietro Russo, da segretario fungeva Costanzo Ruocco. I consiglieri erano: Germano Bladier, altra bandiera del calcio caprese, Gerardo De Mase, Alberto Barretta, Gaetano Gargiulo, Costanzo Ramazio, Michele Pennacchio. Presidente onorario fu nominato Francesco "Ciccio" Staiano, altro pilastro del tifo azzurro caprese.
Risolto il problema principale legato alla sede, iniziò la fase del tesseramento. Furono 305 i soci dell'anno inaugurale. E l'inaugurazione, appunto, ebbe luogo il 25 settembre 1985.

Molti gli "amici" del Club, su tutti il Dott. Enrico Verga, già consigliere della SSC Napoli nella presidenza Ferlaino. Lo stesso presidente partecipò a molteplici attività del Club, che sull'Isola divenne ben presto un punto di riferimento per i calciatori ed i dirigenti, che soprattutto nei lunedì, vi si recavono per il giorno di riposo. Erano soci onorari del Club tutti i membri del Consiglio di Amministrazione della SSC Napoli.

Le prime attività furono improntate a favore di quanti tutte le domeniche si recavano allo stadio, con la richiesta di apposite corse di aliscafi, e tutto quanto potesse rendere meno "arduo" per gli isolani, recarsi sulla terraferma.



Breve cronistoria...
Fatti ed aneddoti, naturalmente legati ai successi (e non) della squadra.

1985-86 - Nasce il Napoli Club, la cui sede è situata a via Roma 6. La cerimonia di inaugurazione si svolge il 25 settembre, con una delegazione di dirigenti e calciatori della SSC Napoli: insieme a Costanzo Celestini, giunsero Moreno Ferrario, Ciro Ferrara, Francesco Baiano, Enrico Zazzaro ed il General Manager Italo Allodi. Una troupe di Rai Tre, guidata dal compianto Italo Khune, accompagnò gli ospiti durante un giro dell'Isola in barca.
Poi, la cerimonia di inaugurazione nella sede sociale ed il lunch al ristorante "da Paolino". Prendono vita le prime attività, quali la prevendita di biglietti, le campagne abbonamenti, le trasferte organizzate.
Il Club diventa rivendita ufficiale dei biglietti delle gare del Napoli, esclusivista per l'isola di Capri. Quell'anno il Napoli giunge terzo, con 39 punti.

1986-87 - 10 maggio: il Napoli si laurea Campione d'Italia per la prima volta nella sua storia, con 42 punti. Il Club organizza i festeggiamenti sull'isola ed il 17 giugno la cena sociale "Napoli Day", con una rappresentanza del calcio Napoli presso il Ristorante La Pigna. Gli Azzurri si aggiudicano anche la Coppa Italia, vincendo tutte le partite del torneo. Ospite d'onore del Club l'attuale direttore del TG4 Emilio Fede ed il Dott. Enrico Verga.

1987-88 - Il Napoli debutta in Coppa dei Campioni. Purtroppo, il sorteggio lo pone di fronte al Real Madrid nel primo turno. Il Club organizza ben due corse speciali di aliscafo per assistere alla gara con il club spagnolo. Con tutta probabilità, è il Napoli più forte di sempre, ma dopo un campionato al vertice crolla nelle ultime giornate e termina secondo. In questa assurda stagione Maradona è il capocannoniere della serie A con 15 reti in 28 partite, seguito in classifica da Careca, autore di 13 centri in 26 incontri. La dèbacle assesta un duro colpo ai tifosi azzurri, ma l'amore per la propria squadra - superata la delusione - ritorna a primeggiare. Il Club, però, "espelle" i soci che avevano già acquistato le bandiere con i due scudetti!

1988-89 - Il Napoli giunge secondo in campionato, con 47 punti, ma vince la Coppa UEFA. Per il Club è un momento storico: in occasione della festa "Gran Galà di Coppa", allestita presso lo stabilimento Nettuno, la SSC Napoli concede l'autorizzazione a prelevare la Coppa UEFA per portarla in trionfo sull'Isola, caso unico, con tutta probabilità, nel mondo del calcio.
Partecipano all'evento Diego Armando Maradona, Giancarlo Corradini, Giuliani Giuliani, il consigliere Dott. Enrico Verga e l'addetto stampa Carlo Iuliano.
Il Club organizza i famosi "aliscafi azzurri" in occasione di tutte le gare in notturna del Napoli. Memorabile il ritorno sull'isola dopo il 3:0 inflitto alla Juventus in Coppa UEFA: al 119' un incredibile gol di testa/spalla di Alessandro Renica regala al Napoli una storica qualificazione per le semifinali.
Il Presidente Francesco Staiano, a Stoccarda per la finale, insieme a circa 50 soci, viene scambiato per il padre di Maradona e la foto finisce sui giornali tedeschi!
In campionato, il Napoli "strapazza la Juventus sul proprio terreno (3:5) e segna otto gol al Pescara. Giunge in finale di Coppa Italia, che perde al cospetto della Sampdoria.
Antonio Careca è il miglior realizzatore della squadra con 19 reti in 30 partite. A seguire Carnevale con 13 gol in 28 partite e Maradona con solo 9 gol in 26 gare, ma tantissimi assist e grandissime giocate di altissima qualità.

1989-90 - "Viva il secondo!" Con questo slogan il Club festeggia il secondo scudetto, raggiunto con 51 punti, alla guida del mister Albertino Bigon.
In quell'anno vengono organizzate numerose trasferte al seguito della squadra, come sempre di carattere "sportivo-gastronomico-culturale", in maniera da accontentare sia i sostenitori che gli accompagnatori al seguito. Indimenticabile quella del 22 aprile 1990 a Bologna, con il Napoli che battendo i rossoblù si aggiudica virtualmente il secondo tricolore. I festeggiamenti degli oltre 60 partecipanti hanno luogo a Reggio Emilia, ospiti dei soci onorari Massimo Zamboni e Simona Vasirani.
La cena sociale sull'isola viene organizzata il 22 maggio 1990 presso il ristorante da Paolino, con il Mister Albertino Bigon, il vice Alberto Ginulfi, il medico sociale Dott. Roberto Bianciardi, Mister Raffaele Cerullo, il dott. Enrico Verga. Ospiti d'onore il giornalista di Rai 3 Maurizio Romano ed il presidente della Mercedes-Benz Werner Niefer.
In questa magnifica stagione il Napoli eguaglia il record del maggior punteggio e del maggior numero di vittorie casalinghe con 16 vittorie ed 1 pareggio su 17 incontri, per complessivi 33 punti conquistati al San Paolo sui 51 realizzati in tutto. Il migliore marcatore azzurro è di nuovo Diego Armando Maradona che realizza 16 reti in campionato, stabilendo il proprio record personale in fatto di segnature con la maglia del Napoli.

1990-91 - Il 17 marzo, dopo l'incontro allo stadio San Paolo contro il Bari, Maradona viene trovato positivo al controllo antidoping. L'inevitabile squalifica, unita ai numerosi problemi giudiziari che seguirono, lo costrinsero ad abbandonare l'Italia. Nel corso dell'anno il Club effettua al solito la prevendita dei biglietti ed organizza i transfer per le gare in notturna ed alcune trasferte.
La squadra finisce il campionato all'8° posto con 37 reti segnate. In Coppa Italia la squadra giunge alla semifinale contro la Sampdoria ma viene eliminata.
Dopo i bellissimii trionfi dell'ultimo quinquennio, quest'amara stagione fa da spartiacque tra il momento più glorioso della storia azzurra, e l'inizio del lento ed inesorabile declino degli anni '90.

1991-92 - Alla guida tecnica della squadra viene chiamato Claudio Ranieri. Partono Maradona, Renica, Baroni, Incocciati e Taglialatela ed arrivano Laurent Blanc, Filardi, Pusceddu e Tarantino in difesa, Michele Padovano in attacco.
In questo campionato il Napoli raggiunge il 4° posto con 56 reti fatte e 40 subite.
Gianfranco Zola
, erede naturale del grande Diego, eredita anche la pesantissima e meravigliosa maglia numero 10.




1992-93 - L'avvio di stagione è disastroso e il Mister Ranieri viene esonerato alla nona giornata. Al suo posto viene richiamato Ottavio Bianchi, già presente in Società con incarichi dirigenziali, che riesce a condurre la squadra alla salvezza, ma senza nemmeno una vittoria di prestigio.
Il Club mantiene inalterato il numero dei soci (intorno ai 150) ed oltre alle rituali inziative, inizia la pubblicazione del bollettino settimanale "Clubnapolinews".

1993-94 - I problemi finanziari dell'Ing. Ferlaino cominciano a ripercuotersi anche sulla Società Sportiva Calcio Napoli. L'Ingegnere decide di cedere il suo pacchetto azionario a Francesco Ellenio Gallo che diventa il nuovo Presidente del Calcio Napoli.

Ottavio Bianchi
viene nominato General Manager. Sulla panchina giunge Marcello Lippi. Con un gruppo unito la squadra riesce a raggiungere un insperato 6° posto in classifica con 36 punti, che valgono la qualificazione alla Coppa UEFA.

1994-95 - La qualificazione UEFA svanisce all'ultimo minuto dell'ultima gara di campionato a causa della vittoria dell'Inter sul Padova, grazie ad un gol di Marco Delvecchio.

1995-96 - Le vicissitudini al vertice societario continuano: tra ricorsi, querele e decisioni del Tribunale, Corrado Ferlaino ritorna al timone della S.S.C. Napoli. Boskov viene riconfermato alla guida della squadra. Alla fine gli azzurri si piazzano al 12° posto, con 9 punti di vantaggio sul quart'ultimo posto.
Mister Boskov è ospite del Club sull'isola per alcuni giorni di relax. Nell'occasione, gli amici dello Chalet Azzurro del socio Gennaro Apuzzo organizzano un maxi pranzo per festeggiare il mister, accompagnato dalla consorte.

1996-97 - L'Ing. Ferlaino, pur rimanendo azionista di riferimento del Napoli, affida ad altri le cariche di responsabilità: Gian Marco Innocenti è Amministratore Unico, Ottavio Bianchi è Consulente Tecnico, Luigi Pavarese Consulente Sportivo. La panchina viene affidata a Gigi Simoni. Il Napoli alla 14ª giornata (22 dicembre 1999) è addirittura seconda in classifica confermandosi come una delle sorprese del campionato. Il crollo nel girone di ritorno porta all'esonero di Simoni, sostituito in panchina da Vincenzo Montefusco.

Il Napoli chiude di nuovo al 12° posto, con 9 vittorie, 14 pareggi e 11 sconfitte, 38 reti fatte e 45 subite.
In Coppa Italia la squadra arriva fino alla finale contro il Vicenza di Guidolin, vera rivelazione del campionato. Il cammino degli azzurri è esaltante, superando addirittura Lazio e Inter in bellissime e tiratissime partite.
In finale vince all'andata 1:0 con gol di Pecchia. Il Club organizza l'aliscafo azzurro. Con condizioni meteomarine proibitive 150 affezionati non rinunciano all'appuntamento con gli Azzurri. Al ritorno il Napoli perdono 3:0 a Vicenza. Per l'occasione, il Club organizza l'appuntamento "Casa azzurri" al cinema Apollo dei fratelli Pollio, dove, con l'avvento della tv via satellite, ogni domenica centinaia di tifosi si riunivano per assistere alle gare del Napoli.

1997-98 - Il Napoli si classifica ultimo in classifica e retrocede in serie B per la quinta volta nella sua storia, dopo ben 35 anni consecutivi di serie A.
In Coppa Italia il Napoli viene eliminato al 2° turno dalla Lazio rischiando tra l'altro una clamorosa rimonta dopo avere perso per 4-0 la gara di andata. Sulla panchina si susseguono ben allenatori: Bortolo Mutti, Carlo Mazzone, Giovanni Galeone, Vincenzo Montefusco.
Gli eventi, naturalmente, hanno le loro ripercussioni sulle attività sociali, ridotte al minimo con brusca contrazione nelle iscrizioni.

1998-99 -
Nel campionato di B, sulla panchina siede Renzo Ulivieri. Si soffre tantissimo. Una stagione incolore finita al 9° posto con 41 reti fatte e 38 subite e un gioco inesistente, sicuramente uno dei Napoli peggiori degli ultimi vent'anni rispetto alla qualità del gioco espresso.
Ulivieri
viene esonerato alla 36ª giornata, dopo la sconfitta per 2-1 ad Andria ed al suo posto viene chiamato ancora una volta Montefusco che traghetta la squadra a fine campionato.
Il Club vive di riflesso il periodo buio della squadra. Le attività - per forza di cose - sono pressocchè nulle, e l'entusiasmo tra i tifosi è completamente svanito, lasciando posto ad amarezza e delusione.

1999-2000 - E' il campionato del ritorno in Serie A. La panchina azzurra viene affidata al grintoso Walter Novellino.
La matematica promozione viene conquistata alla penultima giornata sul campo della Pistoiese, con la vittoria per 1-0 con il gol del bomber Stefan Schwoch, autore di 22 reti e protagonista di una stagione a dir poco eccellente, riuscendo ad entrare nel cuore di tutti i tifosi azzurri. I sostenitori azzurri rialzano la testa, gli Azzurri sono di nuovo in A, l'isola di Capri è in festa.

2000-01 - Il Napoli riparte dalla A con il boemo Zeman sulla panchina (presto esonerato per far posto a Mondonico) e sul fronte societario con l'accoppiata Ferlaino-Corbelli.

Il Napoli retrocede di nuovo in serie B. E' la sesta retrocessione della sua storia.

2001- 02 - E' ancora B. Sulla panchina siede Luigi De Canio. In questo campionato, nel quale la squadra ha comunque ottenuto un rispettabile 5° posto con 61 punti, le vicende societarie hanno vissuto momenti particolarmente critici, con la travagliata e storica "liquidazione" di Ferlaino, con l'arresto di Giorgio Corbelli, con la nomina di un Amministratore Giudiziario per il concreto rischio di fallimento, ed infine con l'intervento dell'imprenditore alberghiero napoletano Salvatore Naldi intenzionato a rilevare la società.

2002-03 - Naldi è il nuovo proprietario e Presidente della Società Sportiva Calcio Napoli. Sulla panchina siede Franco Colomba. Il Club inaugura il suo primo sito web.
Il mister viene sonerato a dicembre, lasciando il posto al compianto Franco Scoglio. Nonostante i buoni innesti e qualche buon risultato iniziale la squadra ripiomba nelle parti basse della classifica e la situazione si fa talmente critica che i dirigenti decidono di esonerare anche il "Professore" e richiamare Colomba che ritorna sulla panchina azzurra. Il Napoli si salverà solo all'ultima giornata con 45 punti e tante ansie e paure, ottenendo il peggior risultato di tutta la sua storia con il 15° posto in serie B.

2003-04 - E' un anno tristissimo per i colori azzurri. In occasione del derby campano Avellino-Napoli (partita mai disputata e 3-0 a tavolino a favore degli irpini) a causa dell'invasione di campo da parte dei tifosi napoletani, muore un giovane sostenitore azzurro, Sergio Ercolano, caduto da un parapetto. Dopo questi avvenimenti, il Napoli gioca cinque partite a porte chiuse presso lo stadio di Campobasso.
Panchina ad Agostinelli, rimpiazzato poi da Gigi Simoni. Salvezza con 14° posto in serie B e una situazione societaria drammatica fatta di milioni di euro di debiti. Da tifosi, si vive con sofferenza questo travagliato periodo e, conseguentemente, sono scarsissime le attività del sodalizio.

2004-05
- Il 2 agosto 2004 è un altro giorno tristissimo:
la Società Sportiva Calcio Napoli S.p.a. viene dichiarata fallita. Il 7 settembre 2004 la curatela fallimentare sottoscrive una "transazione" con la FIGC in base alla quale il titolo sportivo della vecchia e gloriosa società azzurra viene attribuito alla nuova Società Napoli Soccer S.p.a. dell'imprenditore romano Aurelio De Laurentiis.
La nuova società viene iscritta al campionato di Serie C1 girone B. Il nuovo presidente, capitolino di nascita ma con origini familiari tutte partenopee, ingaggia come direttore sportivo Pierpaolo Marino.
Seppure in tempi ristretti, la società riesce ad allestire una rosa, per tentare l'aggancio immediato alla serie B.
La panchina viene affidata a Giampiero Ventura, dopo 19 giornate esonerato per far posto ad Edy Reja.
Il Napoli riesce a raggiungere i play-off ma esce battuto dal doppio confronto con l'Avellino. Purtroppo, è di nuovo serie C.

2005-06 - Il Napoli riparte ai nastri della serie C con il chiaro intento di "uccidere" il campionato. Infatti il 15 aprile, gli azzurri - dopo due anni di umiliazioni - ritornano in serie B, vincendo il campionato con 68 punti, con un +13 sulla seconda.

2006-2007 - I ricordi sono...freschissimi. Dopo sette anni siamo in Serie A. Il Club si rinnova ulteriormente e trova una sua nuova "dimora", in via Le Botteghe, presso il Bar-Pub Mister Billy. Sull'onda dell'entusiasmo - sono sempre i risultati a regalarlo! - il Club riparte con rinnovato spirito associativo, sposando tra l'altro il concetto di Fair Play nello Sport.
Tutti insieme a gioire nel pomeriggio di Genoa-Napoli, poi un party con Gennaro Iezzo ed altri ospiti per festeggiare il ritorno in A.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Napoli Club Isola di Capri Copyright @ 2007 Tutti i diritti riservati © Sito realizzato in proprio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Napoli Club Isola di Capri Copyright @ 2007 Tutti i diritti riservati © Sito realizzato in proprio